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Meidum
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top
Il sito si trova nel mwewgovernatorato di Beni Suef, a 9 km dal villaggio moderno, e ospita un mwfacomplesso piramidale egizio dell'mwfqAntico Regno, caratterizzato da una grande mwfgpiramide attribuita al faraone mwfwSnefru, sovrano della mwgaIV dinastia. Nel complesso di Meidum sono state ritrovate anche una mwgqpiramide accessoria, un mwggtempio funerario, una mwgwrampa processionale ed un mwhatempio a valle, ma questa piramide (così come la mwhqpiramide rossa e la mwhgpiramide romboidale) non venne destinata alla sepoltura del sovrano, che resta ancora sconosciuta.
Contents
• Storia
• Piramide
• Note
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Storia
Le prime notizie sulla piramide provengono dagli scritti dell'esploratore danese mwjgFrederic Louis Norden che visitò il sito nel mwjw1737. In seguito altri visitatori illustri descrissero l'edificio, come mwkaJohn Shae Perring e mwkqRichard William Howard Vyse, mentre mwkgKarl Richard Lepsius disegnò solo l'esterno dell'edificio. Il primo archeologo ad accedere alla piramide è mwkwAuguste Mariette nel mwla1881, ma i primi scavi archeologici sono diretti dall'egittologo Petrie tra il mwlq1888 e il mwlg1891. Gli scavi di Petrie identificano le principali strutture del sito, come il tempio funerario e la rampa di accesso, che poi diventano elementi tipici dei complessi piramidali della mwlwIV dinastia, come a mwmaGiza.
Piramide
La struttura più importante è la piramide (in mwpwegizio: mwqaDjed Snefru, "Snefru è duraturo"), conosciuta anche come "falsa piramide" (mwqqin arabo الهرم الكاذبة?, al-ahram al-kādhaba)cite-ref-1[1] a causa della sua forma peculiare mwrga gradoni, che mostra invece una forma più simile a una mwrwmastaba. Infatti la piramide di Meidum rappresenta la prima evoluzione architettonica dalla piramide a gradoni del mwsacomplesso funerario di Djoser al complesso piramidale canonico con mwsqpiramide perfetta. La costruzione è alta 65 metri, anche se in origine doveva raggiungere i 92 metri, mentre il lato di base misura 144 metri.
È la prima piramide egizia che mostra la forma canonica. Il progetto originario prevede una piramide a sette gradoni (E1) ma in seguito si preferisce aggiungere un ottavo livello (E2), riempiendo i dislivelli delle parti inferiori, a sua volta coperte da lastre di mwswcalcare non più esistenti (E3)cite-ref-2[2]. La tradizione storica riporta che sia stato il mwuafaraone mwuqHuni a costruire il complesso funerario, alla fine della mwugIII dinastia, ma il nome non compare in nessun ritrovamento sul sito. Al contrario, i graffiti del mwuwNuovo Regno identificati all'interno del tempio funerario vicino alla piramide di Meidum attribuiscono la costruzione a mwvaSnefru, già costruttore di altre due piramidi a mwvqDahshur: probabilmente Snefru ha completato la costruzione iniziata dal suo predecessore Huni, modificando la costruzione architettonica prima del completamento. Questa ipotesi è confermata da altri graffiti, identificati da mwvgFlinders Petrie, su alcun blocchi piramidali risalenti al 17º anno di regno di Snefru.
L'ingresso della piramide si trova sul lato settentrionale, a 18,5 metri rispetto al livello del terreno: una volta superata la porta d'ingresso, un corridoio inclinato porta alla camera funeraria, priva però di un mwwasarcofago.
Piramide accessoria
Una seconda struttura, ossia una mwwwpiramide accessoria, si trova invece sul lato meridionale della piramide principale, posta tra la struttura e il muro di cinta del complesso funerario. L'edificio misura una lunghezza di 28 metri per ogni lato e serviva a svolgere i riti dedicati al culto del sovrano - probabilmente il faraone Huni; secondo l'egittologo mwxaJean-Philippe Lauer, questa struttura aveva una funzione simile alla mwxqtomba a sud del complesso funerario di mwxgDjoser. Lateralmente si collocano le sepolture dei principi e dei nobili, caratterizzate da pitture funerarie e rilievi di grande ricchezza espressiva.
Tempio funerario
Il mwyqtempio funerario è stato individuato successivamente durante gli scavi sul lato orientale dell'edificio. È un piccolo tempio di circa 3 m² con un corridoio e una sala parallela che portano a un piccolo cortile, con forma quadrata e largo 4 metri; in questa corte sono stati rinvenute due stele prive di iscrizioni con cima arrotondata e una tavola per le offerte in mwygcalcare. Le pareti del corridoio mostrano alcuni graffiti dello scriba Aakheperraseneb e risalenti alla mwywXVIII dinastia, che confermano l'attribuzione della piramide al faraone Snefru.
Necropoli
Sul lato nord-est del complesso funerario si trova mwbgnecropoli che contiene alcune mwbwmastabe. La mastaba (n. 17), il cui proprietario è rimasto ignoto, indagata da Petrie nel mwca1910: la mwcqmummia scoperta al suo interno è stata attribuita con ogni probabilità a uno dei figli del faraone Snefru. Poco più a nord una seconda necropoli ospita parte della corte reale della mwcgIV dinastia, decorate con sontuosità. La mastaba n. 16 ospita la cappella del principe mwcwNefermaat e di sua moglie Itet, celebre per i mwdadipinti di oche scoperti da Mariette, tra le opere artistiche più importanti dell'mwdqAntico Regno; l'affresco è conservato al mwdgMuseo Egizio del mwdwCairo. La stessa mastaba ospitava anche due bassorilievi raffiguranti scene di caccia e piccoli animali.
Mastaba di Rahotep
La mwegmastaba è tra le più imponenti della necropoli: è stata attribuita a mwewRahotep e alla consorte Nofret. Rahotep era figlio del faraone mwfaSnefru della mwfqIV dinastia e fece costruire la sua tomba nei pressi della piramide del padre. La tomba ha restituito alcune statue di pregevole fattura, conservate anch'esse nel museo del Cairo.
Note
cite-note-11. ↑ Mario Tosi, mwhaDizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto - Vol. II, pag. 77.
Bibliografia
• Maurizio Damiano-Appia. mwkaDizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane. Milano: Mondadori, 1996, p. 179.
• mwkgPeter Jánosi. mwkwLe piramidi. Bologna: Il Mulino, 2006, pp. 69-70.
• Riccardo Manzini. mwlqComplessi piramidali egizi. Vol. 3: Necropoli di Dahshur. Torino: Ananke, 2009, p. 215.
• mwlwMario Tosi, mwmaDizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto. Vol. 2: Luoghi di culto e necropoli dal delta alla Bassa Nubia. Torino: Ananke, 2006.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni